Breve storia dell'istituto

La famiglia religiosa "Sorelle Apostole della Consolata" nasce a Firenze il 16 novembre 1949 per opera di Suor Quintilla Soligo. Il 19 novembre 1949 il piccolo gruppo viene accolto e ospitato dalla Signora Bugiani in Via degli Alfani, 82. Il 5 dicembre 1949 viene trovato un appartamento in affitto in Via degli Artisti, 16. C’è tanta povertà ma anche tanta gioia: sono i segni delle opere di Dio!

Ancora un’altra tappa nel centro di Firenze: il 25 maggio 1950 si spostano in Via Marsilio Ficino, 12. La casa era più grande ma anche questa fu una sosta temporanea. L’opera della comunità infatti veniva conosciuta ed apprezzata sempre di più e riceveva tante richieste per accogliere bambine e giovani bisognose. Il 25 luglio 1951 la famiglia religiosa Sorelle Apostole della Consolata prende in affitto dai Marchesi Gerini una Villa a Colonnata (Sesto Fiorentino). Qui la sosta è più lunga ma non definitiva. La casa potè accogliere come in una famiglia tante giovani che venivano educate ed avviate al lavoro.

Nell’autunno del 1957 la Madre trova ed acquista Villa La Nerlaia, in Via delle Bagnese, 20 a Firenze che diventa Villa Consolata, la Casa Madre dell’Istituto. Continua l’accoglienza di giovani che hanno la possibilità di frequentare le scuole o di apprendere un mestiere. Intanto la Madre pensava all’apostolato da svolgere e diceva: "Non grettezze, ma grandi idee, grandi quanto lo esige un apostolato moderno" […] "I più preferiti saranno i poveri, gli afflitti gli abbandonati" […] "Intanto vogliamo essere la buona novella vissuta…". Negli anni ‘60 le povertà del dopo guerra in parte sono superate e la necessità di accogliere ragazze bisognose di formazione ed assistenza pian piano diminuisce. La Madre intravede subito un’altra povertà: accogliere persone anziane che nelle grandi città si trovano sole e tante volte abbandonate.

Con audacia e tanta fiducia nella Divina Provvidenza opera una grande trasformazione della Villa per renderla idonea ad ospitare persone e coniugi anziani. Nel Natale del 1968 dirà agli anziani presenti: "Fino ad ieri non ci conoscevamo…ma oggi per volere di Dio siamo venuti a vivere insieme sotto lo stesso tetto a mangiare allo stesso tavolo, cerchiamo di volerci bene. Per me siete veramente membri della nostra famiglia, per me è come avere altrettanti, secondo l’età genitori, o zii, o sorelle e fratelli. Cerchiamo tutti insieme di vivere in serenità e ancora più in un clima di fede vedendo negli altri Gesù stesso."In questi anni il nascente Istituto cresce e vengono aperte altre piccole comunità in alcune regioni italiane: Veneto, Lombardia, Lazio, Toscana, Campania e Sicilia. La Curia Arcivescovile di Firenze segue con attenzione il cammino della comunità e il 1 gennaio 1963, il Cardinal Ermenelgildo Florit, erige a Pia Associazione la famiglia delle Sorelle Apostole della Consolata che diverrà Congregazione religiosa di Diritto diocesano il 31 Luglio 1972. Madre Quintilla sempre attenta ai segni dei tempi vive con tanta apertura speranza l’evento del Concilio Ecumenico Vaticano II. Cerca di tradurre nella sua opera e nella formazione delle Sorelle le spinte e gli appelli di questo grande avvenimento della Chiesa, dal rinnovamento della liturgia all’approfondimento della sacra Scrittura, dal coinvolgimento dei laici alle nuove forme di apostolato. La Madre ha sempre avuto un’attenzione particolare per la famiglia: all’inizio accogliendo bambine e ragazze nel collegio, poi aiutando i genitori ad assumersi il compito della crescita dei figli. Anche con la gestione delle scuole materne la Madre si proponeva di aiutare e sostenere i giovani genitori nell’educazione dei figli. Proprio allora nelle parrocchie le Sorelle iniziano a sperimentano un nuovo modo di collaborare con i laici attraverso una pastorale di comunione. Questo, per esempio, è avvenuto quando, nel 1972, ci siamo inserite nella parrocchia di Villatora - Saonara. Nel dicembre 1971, mentre Madre Quintilla è impegnata in molti progetti per il futuro dell’Istituto, le viene diagnosticato un tumore. Nel marzo 1973, dopo molte cure la Madre viene sottoposta ad un secondo intervento chirurgico che non porta nessun miglioramento.

 

Il 27 marzo 1973 Madre Quintilla ci lascia per raggiungere la casa del Padre. Ricordiamo ancora le parole che ci ha detto monsignor Giovanni Bianchi nella celebrazione eucaristica: "Care Sorelle non piangete per avere perso la vostra Madre, rallegratevi piuttosto di averla avuta con voi". Dopo qualche momento di sofferenza e preoccupazione per tale perdita la comunità ha cercato di far proprie le parole lasciate in eredità dal Cardinale Elia Dalla Costa alla Madre: "Avanti figlia carissima, avanti sempre!". Con la forza dell’esortazione che la Madre stessa ci ripeteva sempre: "Avanti con Cristo fino alla meta della santità" e di tutto quello che ci ha insegnato e testimoniato con la vita, la comunità ha guardato avanti con coraggio e slancio apostolico.

Le Sorelle presenti fin dal 1955 a Roma, subito dopo il Concilio, accolgono l’appello del Cardinale Vicario di Roma Ugo Poletti ad andare ad operare nelle borgate situate nella periferia della città. Per questo, nel 1974, la piccola comunità lascia la zona Aurelia, poco lontano da San Pietro, per andare a nord del comune di Roma nella borgata di Santa Maria delle Grazie a Casal Boccone.

Nel settembre 1981 viene aperta una missione ad Azovè nel Benin-Africa e nel gennaio 1996 a Cochin in Kerala-India. Come primo impegno missionario la Comunità ha voluto accogliere l’eredità della Madre che aveva sempre avuto una passione particolare per l’Africa.

Ricordiamo anche le parole incoraggianti del Vescovo Monsignor Robert Sastre, Vescovo di Lokossa – Benin, che venuto a Firenze per invitarci ad andare nella sua Diocesi ci ha detto: "Ciò che è importante nella mia terra è saper parlare la lingua dell’amore, perché questa lingua tutti la capiscono e tutti la comprendono".

La missione in India anche se è iniziata più tardi era stata da tempo anticipata da un incontro che la madre Fondatrice aveva avuto in treno, durante il Concilio Vaticano II, con padre Joseph Kureethara, un giovane sacerdote indiano studente a Roma. Dopo qualche anno, nominato Vescovo di Cochin, monsignor Kureethara ci ha invitate più volte ad andare nella sua Diocesi ad operare con lo stesso spirito e ardore apostolico di Madre Quintilla.

Il 24 Aprile 1999 la salma di Madre Quintilla viene traslata dal cimitero di Soffiano alla cappella Madre Quintilla situata nel giardino di Casa Madre.