La Fondatrice

Madre Quintilla Soligo al secolo Maria Antonia Soligo nasce a Trevignano (Treviso) il 24 gennaio del 1910. Il 27 Aprile del 1928 entra nell’Istituto Suore Missionarie della Consolata a Torino. Il 29 gennaio del 1930 Maria Antonia fa la vestizione religiosa e prende il nome di Maria Quintilla pronunciando nel suo cuore e davanti alla chiesa quel sì che la renderà disponibile a fare sempre la volontà di Dio. Nel maggio 1935 parte per la Somalia, viene destinata all’Ospedale A. Martino di Mogadiscio. Il lavoro all’ospedale non le impedisce di trascorrere dei periodi di attività nelle stazioni missionarie, nei villaggi interni, dove si dedica a sollevare le sofferenze e dare aiuto con tanto amore e generosità.

Il 29 Gennaio del 1936 fa la professione perpetua alla presenza di Monsignor Venazio Filippini, Vicario Apostolico della Somalia che conobbe la sua vita, la sua fede e la sua grande dedizione alla missione. La Somalia (colonia italiana dal 1936) ancora prima dell’inizio della seconda guerra mondiale (1940-45), è già campo di scontri e di guerriglie e nel 1941 diventa colonia Britannica. L’Ospedale di Mogadiscio è il luogo che impegna totalmente le suore missionarie presenti. Suor Quintilla ricorderà sempre questo periodo per le tante sofferenze dei militari e dei civili che andavano a chiedere assistenza e aiuto. Là sente da tanti padri di famiglia questa invocazione: "Madre, salvi i miei figli". Queste parole rimasero scolpite nel cuore di Madre Quintilla e la porteranno a fare nuove scelte nella sua vita di missionaria. Nel luglio 1943, nel pieno infuriare della guerra, alcune suore Missionarie della Consolata sono richiamate in patria, tra queste c’è anche suor Quintilla per motivi di salute. Dopo un breve periodo di riposo e cure trascorso nel Monferrato Suor Quintilla è nuovamente all’opera negli ospedali militari da campo a Firenze. La Provvidenza però ha le sue vie! Finito questo periodo di emergenza sanitaria suor Quintilla si trova a collaborare con altre consorelle nell’Opera Madonnina del Grappa, dove vengono assistiti ed educati un centinaio di ragazzi orfani di guerra o comunque bisognosi. Questa presenza nell’Opera di don G. Facibeni doveva essere per un breve periodo. Passarono, invece, otto mesi e Suor Quintilla sentì nuovamente quell’invocazione: "Madre, salvi i miei figli". Quando le consorelle, richiamate da Casa Madre, rientrarono a Torino, suor Quintilla, dopo un serio discernimento prese una sofferta decisione: rimanere nell’Opera Madonnina del Grappa.

Nell’ottobre del 1945 suor Quintilla lascia definitivamente il suo Istituto e accogliendo come volontà di Dio questo impegno si dedica con tutta se stessa nella nuova missione. Il suo cammino non è ancora terminato; c’è altra strada da fare, dovrà di nuovo "lasciare" per "andare" dove la Provvidenza la condurrà. Suor Quintilla sente fortemente una nuova chiamata e fonda a Firenze, il 16 Novembre 1949, la famiglia religiosa Sorelle Apostole della Consolata. Madre Quintilla con alcune giovani inizia questa nuova esperienza convinta che quando Dio chiama bisogna sempre rispondere con prontezza e generosità nonostante le difficoltà che si possono incontrare. Gli ostacoli infatti non mancano e addirittura inizialmente non riescono a trovare un alloggio per la piccola comunità. Tutto comunque viene accolto e vissuto con tanta fiducia nella Divina Provvidenza. Ogni nuovo giorno inizia ai piedi dell’altare della chiesa di San Marco o della Santissima Annunziata dove trovano la forza per camminare e guardare alla nuova missione. E quando trovano la prima sistemazione, grazie ad una benefattrice, la Madre dirà: "Il ricovero e l’ospitalità di cui viviamo oggi, il Signore l’ha voluto perché mettiamo quest’opera di misericordia tra i compiti più delicati della nostra futura missione". La Madre riponeva una grande fiducia nella protezione della Vergine Consolata, la invocava sempre come Madre e Consolatrice che accompagna e custodisce i suoi figli dovunque si trovino.